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PREFAZIONE                                                                  3


      scienza, si è avuto un fenomeno così importante e nello stesso tempo così singolare e
      duraturo come la nascita e lo sviluppo della scuola di Fisica creata da Enrico Fermi."


      2. - Le note scritte da vari autori italiani contemporanei
         Tredici delle note nel libro che qui si presenta sono state scritte da fisici italiani oggi
      operanti in fisica in quei campi che egli ha aperto, e che hanno avuto ampio sviluppo nel
      secolo testé trascorso. Si è aggiunta, per aiutare l'inquadramento storico, una memoria
      di Levi-Civita scritta in occasione del Congresso di Como del 1927: un grande matema-
      tico che si interessò subito al lavoro di Fermi. Ognuno di questi autori ha già lasciato
      l'impronta di suoi personali risultati nella storia della nostra scienza. Ma è di grande
      aiuto alla nostra intelligenza della storia il vedere nei testi come i loro risultati attuali
      discendono o si collegano alle aperture di Enrico Fermi negli anni venti, trenta, quaranta,
      cinquanta del secolo appena trascorso. Proveremo, in questa prefazione, a scorrerli uno
      per uno. Essi verranno specificamente commentati ai paragrafi 6.1-6.13.

      3. - Un grande insegnante

         Questo libro è di generale interesse per ogni cultore di scienza; ma esso è dedicato
      particolarmente agli insegnanti italiani di fisica e matematica delle scuole secondarie
      superiori che debbono avviare i giovani allo studio delle scienze fisiche e naturali, e della
      matematica, nella fascia di età che va dai quindici ai diciotto anni. Certo, non si può
      prendere lo studente liceale Enrico Fermi, quale esempio per questi allievi: a diciotto
      anni egli sapeva di fisica e di matematica dei suoi tempi molto di più della media degli
      studenti che si laureavano allora in fisica dopo quattro anni di Università.
         Ma fu ciononostante uno studente tranquillo, riservato, a volte giovanilmente esube-
      rante. Vedo qualcosa di straordinario od unico, in questo genio -pur consapevole di
      esserlo- che percorse con i suoi compagni gli anni di Università in Pisa.
         Adesso mi permetto, sulla base delle tre limpide coerenti biografie qui offerte, che sono
      un preciso ordinato ancoraggio alla vita ed alla figura del nostro Enrico, di fare alcuni
      commenti su di lui, non necessariamente ordinati, riportando alcuni giudizi di illustri
      fisici del nostro mondo scientifico, sulla sua opera e sul suo stile ..
         Da questa tranquilla folgorante giovinezza egli emerse presto, e inevitabilmente. Molti
      docenti italiani di matematica e di fisica si accorsero della sua grandezza, e lo guidò so-
      prattutto nel suo primo cammino scientifico il nostro Orso Mario Corbino, assegnandogli
      una borsa di studio e mandandolo all'estero, verso ambienti più aperti alle nuove idee di
      quanto non fosse l'ambiente scientifico italiano. Ecco parte della motivazione della borsa
      (ref. [4]' pago 30), per il ventiduenne Enrico Fermi:
         " ... Dimostra già, a pochi mesi dalla laurea, una maturità scientifica che gli permette
      di trattare con sicurezza e con chiaro intuito problemi di fisica matematica e di fisica
      sperimentale, secondo attestano: le interessanti ricerche sulla dinamica di un sistema
      rigido di cariche elettriche; la spiegazione del divario fondamentale fra le espressioni
      della massa elettromagnetica; le note di pura relatività generale riguardanti i fenomeni
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